Buoni propositi?

3 01 2010

Dopo qualche tentativo fallito (sembra che la sua vita sia molto più complicata della mia, la cosa mi lascia perplesso ma concediamogli le attenuanti generiche e via :) ) ieri sono riuscito a rincontrare un vecchio amico.
Una cosa tranquilla e conviviale, la classica uscita aperitivo+pizza+birra, tanto per aggiornarci su che cosa cacchio stiamo facendo delle nostre vite, sparare un po’ di vaccate assortite e conoscere la sua dolce metà (e confermare che è un tenerone, anche se effettivamente questo l’ho sempre saputo…).
Per fare breve una storia un po’ lunga alla cena erano presenti anche altre due persone, un ragazzo e una ragazza loro amici, personaggi un po’ curiosi; o meglio non tanto lui quanto lei…
L’impatto iniziale è stato ruvido, la ragazza era piuttosto acida, soprattutto nei confronti del suo amico che l’aveva portata (trascinata?) lì, sembrava nella classica situazione “vorrei essere da qualsiasi altra parte ma non qui”;
confesso che ho rischiato di scendere nella pozzanghera e iniziare con le uscite acide pure io ma, per fortuna, mi sono trattenuto (che sia l’età a farmi diventare più misurato? Chi può dirlo…).
La persona in questione soffriva e, verso la fine della serata, mi è stato un po’ chiarito il perché e il percome di questa sofferenza, ma non è questo il punto della mia riflessione.
Vedete, essere tentati di archiviare il malessere di questa ragazza come un “banale” patema di cuore o come un “problema” sentimentale post-adolescenziale sarebbe semplice e, per certi versi giustificato; con un mondo che deve scontrarsi quotidianamente con problemi quali il riscaldamento globale, la violenza (fisica e verbale) della politica e delle vite delle persone, i soprusi e le angherie assortite che riempiono i TG, la tendenza a relativizzare le situazioni spiacevoli che osserviamo nelle nostre immediate vicinanze è alta.
Eppure la sofferenza è qualcosa di ampio, esteso, che solitamente colpisce quando meno lo si aspetta e lascia impotenti ed inermi, sia questa dovuta alla perdita di una persona cara, ad un tradimento, alla malattia o alla morte. Perché davanti a questi accadimenti abbiamo atteggiamenti così diversi, come se la salute della persona non fosse una ma ne esistesse un’intera moltitudine?
Nel 1948 fu istituita l’OMS la quale, nella sua costituzione, definisce la salute come

stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia

Utopistico magari e sicuramente esagerato, davanti a situazioni che, sono convinto, si risolveranno col semplice susseguirsi delle stagioni (chi non ha mai subito una dura botta sentimentale non penso sia così fortunato come crede di essere…) però questo non può essere da consolazione per chi sta soffrendo. Nel momento stesso in cui questa sofferenza lo attanaglia il relativizzare, inneggiare alla vendetta o ad altre azioni colorite farà sentire bene chi afferma queste cose, non chi è in uno stato di malessere.
Mi spiace di aver indugiato nella fase “tutti gli uomini sono stronzi” ieri e di aver sbagliato approccio (non completamente magari e con un piccolo lampo di coscienza sul finale di serata, tuttavia insufficiente) con te (che probabilmente non leggerai mai ma non è così importante che accada, non temere :) ) ieri, sono cose che fanno male, e ora non te ne frega giustamente un cazzo del fatto che passerà, che ne troverai di migliori, che tanto era uno stronzo/un frocio/altro, quando si sta male è QUI e ORA che si soffre, non domani nella propria casa…

So che quest’avvenimento sembrerà banale a molti ma, personalmente, mi ha chiarito le idee molto di più di tutte le lezioni che possono essere impartite da un vecchietto in un’aula di università su come approcciare in modo corretto un paziente. Si impara per errori e per imitazione, speriamo di farne tesoro ora…





Evergreen?

5 08 2009

Mi sono imbattuto in questo stralcio di discorso di Robert Kennedy, pronunciato il 18 marzo del 1968 presso l’università del Kansas, strano che sia stato ucciso…

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini.

Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.

Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.

Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”

P.S. qui il discorso originale e completo (in lingua inglese). La traduzione che ho citato è piuttosto libera ma, nonostante qualche errore ed omissione non credo ne snaturi il senso. (Grazie Enrico per averla trovata :) )





Perle

2 08 2009

Mi parli di sua figlia. Come l’ha presa?

“Lei voleva venire a Parigi con me, ma è stato meglio di no. In questi mesi le ho parlato a monosillabi. Ma lei ha capito che se ho fatto quello che ho fatto, è stato per un motivo nobile”.

(la cosa che mi fa strano è che la bambina ha 13 anni…)

fonte





Riflessione pomeridiana…

14 06 2009

Oggi, dopo circa un anno dal mio corso ambulanza, ho realizzato perché il gironzolare nei vari reparti degli ospedali e nei corridoi delle case di riposo mi “riappacifica” col creato. Non si tratta del desiderio (o voglia) del rendersi utili, della voglia di sembrare, in qualche modo, una persona proba o comunque una qualsivoglia mania legata all’apparire o a “curare” la mia coscienza.

La tranquillità che ne ricavo deriva dal poter “resettare” lo zero della mia scala di valutazione dell’essere umano; siamo ormai spinti a pensare ad un mondo di polistirolo e vernici colorate, ambienti di cartone ed acconciature alla moda… un mondo in cui la sofferenza, quando viene fatta trasparire, è comunque mediata, moralizzata, giustificata, vessata, le viene data uno scopo, una ragione “superiore” una “funzionalità”; un mondo in cui il dolore delle persone viene farsato per farne notizia e soddisfare il nostro voyerismo oppure è semplicemente finto, come delle bellissime tette di silicone.

In tutto questo baillame emotivo, artificiale ed artificioso, la vista di una faccia del mondo che viene relegata ai reportage giornalistici oppure alle esperienze familiari personali (che comunque coinvolgendoci in pieno ed in prima persona non sortiscono lo stesso effetto…) non può, personalmente parlando, farmi che bene e ricordarmi (e non è retorica) che i problemi ed i dispiaceri non sono nostra esclusiva proprietà e nostro esclusivo territorio di caccia.

Le cose accadono, le cose brutte anche. Inutile nasconderlo ed inutile cercare un disegno superiore, ci penserà il vostro dio (o quello in cui voi credete) a darlo; noi dobbiamo solo vivere al nostro meglio, cambiare quel che possiamo ed accettare con serenità l’inevitabile.

Per questo motivo voglio ringraziare tutte le persone che ho incrociato durante le mie piccole peregrinazioni in ambulanza, contatti fugaci e (necessariamente) poco approfonditi ma densi di rispetto e significato… almeno per me :)

Grazie.





Censurare o non censurare?

28 04 2009

Personalmente continuo a non capire come si possa vietare la trasmissione di certi spot…





Svegliare la bella addormentata: edifici autosufficienti entro 10 anni 

20 04 2009

Svegliare la bella addormentata: edifici autosufficienti entro 10 anni

Case e palazzi hanno un ruolo importante nella lotta ai cambiamenti climatici

Riscaldamento, elettrodomestici, aria condizionata: il 40% di energia in Europa se ne va…restando in casa. Gli edifici sono fra le principali fonti di emissioni di CO2, ma hanno un enorme potenziale di risparmio energetico ancora inesplorato. La nuova direttiva europea propone di svegliare la bella addormentata: tutti gli edifici potranno produrre da soli l’energia di cui hanno bisogno entro il 2018.

Bollette salate, emissioni alle stelle: casa nostra divora troppa energia.

Quali strumenti? Edifici autosufficienti….

I deputati della Commissione parlamentare Industria, capitanati dalla socialista rumena Silvia-Adriana Ţicău, responsabile del rapporto approvato nei giorni scorsi, lanciano diverse proposte:

  • una definizione europea comune di “edifici a emissioni zero”
  • specifici target nazionali di riduzione del consumo energetico nell’edilizia
  • l’obbligo per tutti i paesi europei di garantire che tutti i nuovi edifici siano completamente autosufficienti, cioè producano energia in proprio da fonti rinnovabili, entro il 2018.

….e fondo europeo per l’efficienza energetica

Ma le richieste dei deputati non si fermano agli obblighi. La Commissione Industria propone anche importanti incentivi europei, quali la creazione di un fondo per l’efficienza energetica, che sostenga progetti innovativi di bioedilizia, oltre a sconti fiscali e riduzione dell’IVA per tutti i prodotti che aumentino l’efficienza energetica degli edifici, come già accade in molti paesi europei.

Proprio come la politica intrapresa qui nel Bel Paese ;)

via Svegliare la bella addormentata: edifici autosufficienti entro 10 anni .





Carnazza

30 03 2009

Ok la carne vi piace, la grigliata di verdure vi fa un po’ checca (senza offesa per le checche ovviamente), magari vi è persino possibile ignorare che produrre carne è un’enorme fonte di quei gas serra (come si può leggere ad esempio qui, oppure googlando) che appestano questo nostro malato mondo, PERO’ vorrei capire con che coraggio si può continuare a mangiare questa roba…

…e intendo proprio dal punto di vista igienico-sanitario eh.

p.s.: se qualcuno intende per caso dire che non è ovunque così e ci sono anche villaggi vacanze in cui allevano gli animali in condizioni fantastiche si può risparmiare pure la fatica, perché salvo rari casi è molto difficile sapere da dove proviene esattamente quello che stiamo mangiando (mav, te fai eccezione per ovvi motivi… :P )

p.p.s.: ringrazio il buon babbo (carnivoro) per avermi segnalato uno dei pochi servizi guardabili di striscia





Death & rebirth?

29 03 2009

Death & Rebirth
Da parecchio tempo mi prometto di dare una rispolverata al blog, di frequentarlo con più costanza e di lasciarci una fettina più consistente del mio (purtroppo scarso) tempo libero. Sicuramente gli spazi sono quello che sono ed i molteplici impegni sono certo turberanno anche questa volta il mio approccio alla blogosfera, tuttavia non mi pare un motivo sufficiente per lasciar perdere e non provarci nuovamente.

Come primo passo nel tentare di essere più presente c’è stato lo spostamento su wordpress.com, lasciando il mio dominio originale come redirect e come storage per tutte le mie eventuali necessità particolari. Questo spostamento, almeno secondo i piani :) , dovrebbe permettermi di perdere meno tempo sull’amministrazione ordinaria del sito e lasciarmi più spazio per scrivere effettivamente dei post.

La seconda decisione presa è quella di lasciar più corda al flusso dei miei pensieri e far rientrare più “cose” all’interno degli argomenti trattati nel corso del tempo. Probabilmente inizierò a parlare di ecosostenibilità, cucina, birra, programmazione & gestione di progetti e tutta un’altra serie di cose che effettivamente incidono sulla mia vita più di quanto (ahimè) non lo faccia la mera fotografia.
Cercando di sintetizzare direi che ci sarà più flusso di coscienza di quanto se ne sia visto fino ad ora, siete avvisati :P

La terza considerazione che volevo fare è di carattere prettamente pratico. I lavori sono ancora un po’ in corso, ho importato i commenti ed i post più vecchi su questo nuovo spazio. Le immagini non si integrano perfettamente nel nuovo tema che ho scelto ma, come spesso succede e come l’informatica insegna, il progresso esige il suo tributo di fastidi… Se ci fossero delle inconsistenze troppo grosse siete pregati di segnalarmelo tramite commento/email. Grazie :D








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