Il C++ è bello però…

17 06 2009

Amo visceralmente questo linguaggio, va detto. Tuttavia mi sento un po’ imbarazzato davanti alla sua “flessibilità”; poniamo che una mattina voglia scrivere una cosa del genere:

#include <iostream>

int main() {
int a[10] = {1,2,3,4,5,6,7,8,9,0};
std::cout << a[5] << std::endl;
std::cout << 5[a] << std::endl;
return 1;
}

il compilatore dovrebbe cazziarmi e invece se ne sbatte allegramente della 3a riga del main e l’output è il seguente:

Florida:~ banshee$ g++ test.cpp -Wall

Florida:~ banshee$ ./a.out

6

6

Florida:~ banshee$ g++ test.cpp -Wall
Florida:~ banshee$ ./a.out
6
6

E se vi state per caso chiedendo il perché di tutto questo dolore la risposta è (sorprendentemente) semplice :D

Quando noi scriviamo a[5] non facciamo altro che scrivere una cosa del tipo *(a+5), ok? Questo è esattamente uguale a *(5+a) che, quindi,  è esattamente equivalente a scrivere 5[a]. Semplice no?

E poi ci si chiede come mai la gente quando vede il C++ si spaventa… davanti a comportamenti del genere non posso far altro che restare basito pure io.





Rigurgiti retrò

17 05 2009

Ieri stavo gironzolando su youtube e mi sono imbattuto in vecchi video di demo per C64, tipo questo:

e insomma, come dire… mi è scesa la classica lacrimuccia :’)

in memoria dei bei tempi passati (di quanto queste cose facevano MOLTO più effetto che ora)
ho imbastito questo mini-esempio di plasma in Java…


questo jar contiene il codice ed il class compilato, facendoci doppio click l’applicazione si avvia sia su Mac che su Linux che su windows (ho potuto testare l’applicativo solo su Leopard e su Linux, ma sono fiducioso che funzioni anche su win, in fondo sono 70 righe di codice…); prossimamente un post per discutere del codice, così, giusto per i più imberbi ;)





Introduction to Wolfram|Alpha by Stephen Wolfram

15 05 2009

L’attesa è quasi giunta al termine, ancora poche ore e potremmo giocare tutti con Wolfram|Alpha…

Dopo aver visto questo video non sto più nella pelle :D :D

Introduction to Wolfram|Alpha by Stephen Wolfram.

e questo è il conto alla rovescia/live broadcast della messa online del sistema :)





Pillole di version control

6 05 2009

In informatica, il controllo versione è la gestione di versioni multiple di un insieme di informazioni. wikipedia

versioncontrol

dando per scontato che non siate a digiuno sull’argomento (senno c’è sempre la wiki ;) ) vorrei riflettere un po’ sulle peculiarità dei due sistemi di controllo di versione che, per lavoro e per passione, mi sono trovato ad utilizzare con maggior frequenza: SUBVERSION e GIT.

Iniziamo da subversion, un controllo di versione tradizionale: installate il vostro server, configurate i vostri utenti, decidete se volete usare https per avere la cifratura ssl delle connessioni (cosa molto interessante imho) e iniziate ad usarlo secondo il vecchio paradigma Copy-Modify-Merge. Il server tipico è una macchina unix opportunamente configurata (presumo si possa installare anche su un sistema windows ma non ho mai indagato in merito, ormai mi sono disintossicato dalla fuffa prodotta in redmond) il client invece è disponibile per ogni piattaforma ragionevolmente utilizzabile (tranne AmigaOS forse :P ) le caratteristiche che personalmente trovo interessanti sono:
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