30
Ago
09

Rally Alpi Orientali

E dopo tanta assenza eccomi di ritorno con qualche allegro scatto dal rally di ieri pomeriggio, enjoy ed un ringraziamento a Sarah e Serena per l’aiuto :)

05
Ago
09

Evergreen?

Mi sono imbattuto in questo stralcio di discorso di Robert Kennedy, pronunciato il 18 marzo del 1968 presso l’università del Kansas, strano che sia stato ucciso…

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini.

Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.

Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.

Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”

P.S. qui il discorso originale e completo (in lingua inglese). La traduzione che ho citato è piuttosto libera ma, nonostante qualche errore ed omissione non credo ne snaturi il senso. (Grazie Enrico per averla trovata :) )

02
Ago
09

Perle

Mi parli di sua figlia. Come l’ha presa?

“Lei voleva venire a Parigi con me, ma è stato meglio di no. In questi mesi le ho parlato a monosillabi. Ma lei ha capito che se ho fatto quello che ho fatto, è stato per un motivo nobile”.

(la cosa che mi fa strano è che la bambina ha 13 anni…)

fonte

17
Giu
09

Il C++ è bello però…

Amo visceralmente questo linguaggio, va detto. Tuttavia mi sento un po’ imbarazzato davanti alla sua “flessibilità”; poniamo che una mattina voglia scrivere una cosa del genere:

#include <iostream>

int main() {
int a[10] = {1,2,3,4,5,6,7,8,9,0};
std::cout << a[5] << std::endl;
std::cout << 5[a] << std::endl;
return 1;
}

il compilatore dovrebbe cazziarmi e invece se ne sbatte allegramente della 3a riga del main e l’output è il seguente:

Florida:~ banshee$ g++ test.cpp -Wall

Florida:~ banshee$ ./a.out

6

6

Florida:~ banshee$ g++ test.cpp -Wall
Florida:~ banshee$ ./a.out
6
6

E se vi state per caso chiedendo il perché di tutto questo dolore la risposta è (sorprendentemente) semplice :D

Quando noi scriviamo a[5] non facciamo altro che scrivere una cosa del tipo *(a+5), ok? Questo è esattamente uguale a *(5+a) che, quindi,  è esattamente equivalente a scrivere 5[a]. Semplice no?

E poi ci si chiede come mai la gente quando vede il C++ si spaventa… davanti a comportamenti del genere non posso far altro che restare basito pure io.

14
Giu
09

Riflessione pomeridiana…

Oggi, dopo circa un anno dal mio corso ambulanza, ho realizzato perché il gironzolare nei vari reparti degli ospedali e nei corridoi delle case di riposo mi “riappacifica” col creato. Non si tratta del desiderio (o voglia) del rendersi utili, della voglia di sembrare, in qualche modo, una persona proba o comunque una qualsivoglia mania legata all’apparire o a “curare” la mia coscienza.

La tranquillità che ne ricavo deriva dal poter “resettare” lo zero della mia scala di valutazione dell’essere umano; siamo ormai spinti a pensare ad un mondo di polistirolo e vernici colorate, ambienti di cartone ed acconciature alla moda… un mondo in cui la sofferenza, quando viene fatta trasparire, è comunque mediata, moralizzata, giustificata, vessata, le viene data uno scopo, una ragione “superiore” una “funzionalità”; un mondo in cui il dolore delle persone viene farsato per farne notizia e soddisfare il nostro voyerismo oppure è semplicemente finto, come delle bellissime tette di silicone.

In tutto questo baillame emotivo, artificiale ed artificioso, la vista di una faccia del mondo che viene relegata ai reportage giornalistici oppure alle esperienze familiari personali (che comunque coinvolgendoci in pieno ed in prima persona non sortiscono lo stesso effetto…) non può, personalmente parlando, farmi che bene e ricordarmi (e non è retorica) che i problemi ed i dispiaceri non sono nostra esclusiva proprietà e nostro esclusivo territorio di caccia.

Le cose accadono, le cose brutte anche. Inutile nasconderlo ed inutile cercare un disegno superiore, ci penserà il vostro dio (o quello in cui voi credete) a darlo; noi dobbiamo solo vivere al nostro meglio, cambiare quel che possiamo ed accettare con serenità l’inevitabile.

Per questo motivo voglio ringraziare tutte le persone che ho incrociato durante le mie piccole peregrinazioni in ambulanza, contatti fugaci e (necessariamente) poco approfonditi ma densi di rispetto e significato… almeno per me :)

Grazie.

25
Mag
09

Relatività

Solo negli Stati Uniti Hulk poteva andarsene a spasso per delle ore senza incrociare nemmeno per sbaglio un paesino…

17
Mag
09

Rigurgiti retrò

Ieri stavo gironzolando su youtube e mi sono imbattuto in vecchi video di demo per C64, tipo questo:

e insomma, come dire… mi è scesa la classica lacrimuccia :’)

in memoria dei bei tempi passati (di quanto queste cose facevano MOLTO più effetto che ora)
ho imbastito questo mini-esempio di plasma in Java…


questo jar contiene il codice ed il class compilato, facendoci doppio click l’applicazione si avvia sia su Mac che su Linux che su windows (ho potuto testare l’applicativo solo su Leopard e su Linux, ma sono fiducioso che funzioni anche su win, in fondo sono 70 righe di codice…); prossimamente un post per discutere del codice, così, giusto per i più imberbi ;)

15
Mag
09

Introduction to Wolfram|Alpha by Stephen Wolfram

L’attesa è quasi giunta al termine, ancora poche ore e potremmo giocare tutti con Wolfram|Alpha…

Dopo aver visto questo video non sto più nella pelle :D :D

Introduction to Wolfram|Alpha by Stephen Wolfram.

e questo è il conto alla rovescia/live broadcast della messa online del sistema :)

13
Mag
09

Kaboom

Ogni tanto è evidente al mondo come non tutto l’ambiente IT sia propriamente una macchina ben oliata che comunica con tranquillità col resto dell’universo :D

vodafail

Almeno il cellulare continua a funzionare dai…

10
Mag
09

La legge di Benford

numbers

Leggo quest’oggi su /. che un gruppo di matematici spagnoli ha scoperto che la distribuzione della prima cifra nella sequenza dei numeri primi si può modellare con una versione generalizzata della legge di Benford.

“E che diavolo sarebbe questa legge di Benford?” “E perché ci stai pure scrivendo un post sopra?” Ora ve lo dico, tranquilli ;)

La variabile casuale di Benford meglio nota come legge di Benford o legge della prima cifra descrive la probabilità che un numero presente in molte raccolte di dati reali (per esempio popolazione dei comuni, quotazione delle azioni, costanti fisiche o matematiche, numero di strade esistenti nelle località) cominci con una data cifra, per esempio “1″, che secondo questa variabile casuale discreta dovrebbe essere nel 30,1% dei casi la prima cifra.

fonte: wikipedia

Continua a leggere ‘La legge di Benford’




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